Come ti aiuto
Esistono numerosi approcci psicoterapeutici di comprovata efficacia, e ogni terapeuta ha il proprio modo di intendere e guidare il percorso terapeutico. Può non essere semplice districarsi tra i vari orientamenti e scegliere il percorso più vicino alle proprie esigenze.
Nella mia esperienza, mi piace vedere la terapia come la costruzione di una casa. In realtà ogni persona arriva in terapia con una casa già costruita. Alcune stanze sono calde e accoglienti, altre buie e spaventose, alcune vengono evitate, altre sono strette e soffocanti, altre così ampie da far girare la testa. Il mio lavoro non consiste nel demolire ciò che c'è, ma nel comprendere insieme al paziente come quella casa si è formata e come renderla un luogo in cui sentirsi al sicuro, e in cui accogliere (o non accogliere) gli altri.
La mia specializzazione in psicoterapia Cognitivo Comportamentale mi permette di attingere a una serie di tecniche e strategie per evidenziare le relazioni tra emozioni, pensieri, sensazioni fisiche e comportamenti, identificare le credenze, regolare le emozioni, riconoscere gli schemi cognitivi alla base dei comportamenti.
Tuttavia non credo nelle terapie uguali per tutti.
Non considero la terapia come l'applicazione di protocolli rigidi e tecniche standard preconfezionate. Credo che ogni forma di sofferenza abbia un significato e una sua legittimità che possono essere compresi solo all'interno della storia e dell'esperienza unica della persona. Perciò durante la mia formazione e nella pratica clinica ho adottato il modello costruttivista post-razionalista, dando centralità al mondo affettivo del paziente e ai suoi modi di costruire la realtà. Ogni persona, infatti, racconta la propria esperienza in una lingua unica, plasmata dai vissuti specifici e dalle relazioni significative che ha avuto. Per me è importante imparare quella lingua e comprenderne il significato. Questo vuol dire che nel lavoro con i miei pazienti cerco di comprendere il modo in cui hanno costruito nel tempo il proprio modo di sentire sé stessi e il mondo.
Credo che i sintomi non siano semplicemente qualcosa da eliminare, ma esperienze che possano aiutarci a comprendere aspetti importanti della nostra storia e del nostro modo di stare nel mondo. Spesso le persone si rivolgono a un terapeuta con l'obiettivo (o la speranza) di eliminare alcune emozioni disturbanti, ma queste emozioni sono una preziosa finestra attraverso cui accedere al proprio mondo interiore. Attraverso la terapia e le dinamiche della relazione terapeutica, guido la persona a integrare queste emozioni disturbanti, a comprenderne la coerenza rispetto alla propria identità, ad articolare i temi principali, per raggiungere un funzionamento globale più armonico.

